mercoledì 26 settembre 2012

Cortocircuito.


Lo sapete, sì, che quando sfiorate col dito il vostro telefonino, non sono magici né lo smartphone né il dito? Ovviamente.

Anzi, siete talmente proiettati nel futuro che non appena esce la versione due punto zero virgola cinque correte subito a fare l’upgrade pure se l’unica differenza col vostro sta solo nella nuova pettinatura della segretaria di Tim Cook, il Mauro Repetto della Apple.

E allora, chiedo, perché quando vi salutate in quattro, incrociando le mani, ritirate di botto gli arti superiori (con tanto di pollice opponibile costato milioni d’anni d’evoluzione) come se ci fosse una scarica elettrica?

Porta sfortuna fare la croce? Evidentemente no, visto che il Signore non vi strafulmina per offesa al figliolo e al simbolo del suo sacrificio fatto, a questo punto, del tutto inutilmente.

Pensate davvero che il darvi la mano incrociando le strette generi una potentissima iattura? Come fate a saperlo, dato che nessuno l’ha fatto mai? Provate, chissà, magari scoppia la pace nel mondo.

Evidenziata questa coesistenza di anima preistorica e futuristica generante l’effetto di Mentos e Cocacola, forse ora potete spiegarvi come mai quando toccando quella mattonella nera traslucida, curiosamente simile ad un monolite, sentite partire in sottofondo "Also sprach Zarathustra".

martedì 25 settembre 2012

Opinione e diffamazione.


Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, rischia di andare in galera per reato di diffamazione a mezzo stampa. La corporazione dei giornalisti ha protestato ma molto, molto di più i detenuti potenziali compagni di gabbio.

In Italia per fortuna non c’è il reato d’opinione quindi anche un quotidiano come Il Giornale (che se messo come lettiera del gatto può causare una denuncia da parte del felino o se ben arrotolato può essere usato come manganello per far cambiare opinione agli altri) ha diritto di esistenza.

Un collega autore ed insigne giornalista di trentennale esperienza mi ha spiegato che Sallusti non è accusato per aver detto che un certo giudice meritava la pena di morte (e questa è un’opinione) ma che con una sentenza aveva obbligato una ragazzina ad abortire (circostanza non vera quindi, da qui, la diffamazione).

Stando così le cose Sallusti deve andare in galera anche perché attualmente la legge esiste e regolamenta la faccenda in questo modo pertanto chi è recidivo non è più tenuto a pagare un’ammenda ma è soggetto all’arresto.

È possibile che comunque possa usufruire di pene alternative come ad esempio gli arresti domiciliari ma a causa della sua liason con Daniela Santanché questo potrebbe causare l’intervento di Amnesty International e qui sì che scenderei in piazza anch’io.

domenica 23 settembre 2012

Ok, parliamo di Grillo.


Sono il calcio e la Chiesa che ci hanno rovinato.

Qui in Italia le cose si trattano col tifo o con la fede, in pratica due facce della stessa medaglia sulla quale c’è scritto “Occhi foderati di prosciutto - 1° classificato”.

Chi contesta Beppe Grillo non gliene fa passare una neanche se imponendo le mani operasse il miracolo di far chiudere in blocco tutti i programmi della De Filippi. Viceversa chi lo ama sarebbe disposto a giustificarlo pure se mangiasse un panda arrostito su brace di legno di foresta amazzonica mentre denigra “2001 Odissea nello spazio”.

In generale però sembra quasi che ci sia gusto a vederlo cadere in fallo come se tanti avessero paura del nuovo. È ovvio che “nuovo” non vuol dire necessariamente “migliore” ma tutta questa sicurezza nelle opposte posizioni mi spaventa un po’.

Io sono dubbioso perché a me Grillo sembra l’unica alternativa ma non mi piace quando dice che “Bossi era una cosa buona finché non è entrato nel sistema”. Bossi e la sua cricca sono stati la mosca sullo sterco del recente periodo passato. Punto.

Non mi piace quando ventila la possibilità di indire dei referendum tra gli italiani per “decidere se restare o no nell’Euro” e “dare la cittadinanza ai figli di stranieri nati qui”. Praticamente è come dare una bandiera americana e un accendino a un talebano.

Mi piace perché da sempre promuove la salvaguardia dell’ambiente anche con proposte concrete e soprattutto perché vuole che ognuno prenda la propria responsabilità. Dovremmo farlo anche senza Grillo, però visto che più che un popolo di eroi, santi, poeti e navigatori, siamo furbi, approssimativi, boccaloni, innocenti pure se presi col sorcio in bocca, ma soprattutto tifosi e fedeli, la vedo dura, molto dura.

Non so se sperare nelle prossime elezioni o nei Maya.
  

venerdì 21 settembre 2012

Una fissazione mia.


Un centro studi televisivi dove lavorano vari gruppi. I prodotti che ne vengono fuori sono la prova che la strada imboccata dall’evoluzione milioni d’anni fa non era manco segnata sulla cartina e lo so bene perché di quei prodotti ne sono uno degli artefici, ma non è questo il punto.

Mensa comune, decine di persone, forse cento, che tutti i giorni consumano altrettante bottigliette d’acqua da mezzo litro. O meglio vengono aperte ma non consumate fino in fondo. E poi vengono mollate al tavolo neanche fossero una ragazza che alla prima uscita ti si è messa a parlare per due ore di Rettiliani e Vegan, Padre Pio, problemi d’ufficio, poi del suo ex e del suo gatto con l’unica punta interessante il fatto che i due fossero la stessa cosa. Ma anche un’emanazione di Padre Pio.  

Le bottigliette finiscono buttate in un secchio. Ho pensato di far arrivare un alberello da mettere fuori, nel cui vaso le persone che lavorano a mensa avrebbero potuto svuotarci le bottiglie. Ma davvero gli si complicherebbe la vita già abbastanza faticosa.

No, forse si può rimediare con delle caraffe ma non so se le regole igieniche lo consentono. Mi rendo conto che sto sollevando un problema che non c’è o meglio che vedo solo io dal momento che diamo per scontato avere lo sciacquone allo spumante millesimato, d’accordo. Me ne faccio una ragione ma, giusto per curiosità, se siete in una mensa o luogo simile, provate a fare caso alla quantità di bottigliette che restano smezzate, quindi quanta acqua viene sprecata.

E fatto ciò, quindi, come direbbe Joe Pesci in un film qualunque, me lo fate un fottutissimo favore prendendo quelle cazzo di dannatissime bottigliette d’acqua a mensa e piano piano, durante la giornata o a casa ve la bevete tutta?

Scusate il disturbo, grazie e a buon rendere.



mercoledì 19 settembre 2012

Io la butto (al)là.


E se la faccenda del filmaccio su Maometto che ha creato tanto scalpore non fosse poi del tutto negativa?

Resta inteso che l’autore dell’opera, per l’intento denigratorio e per la qualità dell’opera, è ovviamente uno a cui per eccessiva permanenza davanti ad un lavandino di autogrill cercando di capire come far uscire l’acqua s’è bruciato il cervello. Capita. Oppure il padre alcolizzato da ubriaco l’ha picchiato a colpi di Bibbia e, non contento, da sobrio gliel’ha fatta imparare a memoria.

Fatto sta che quel film ha sollevato un vespaio più o meno come le foto di Kate in topless, per le quali infatti la regina ha invaso l’ambasciata di Signorini in Inghilterra. Ora, il punto è: va bene che questi sono permalosi, ma se io dico che tua madre è una mignotta, tu mi trucidi la famiglia e mi dai fuoco alla collezione di Dylan Dog? No, minchia, Dylan Dog, no. Insomma mi pare una reazione sproporzionata.

Adesso in Francia uscirà una rivista satirica con vignette su Maometto e già sta dilagando il panico. Tutto ok sul rispetto delle religioni (cioè no, ma facciamo finta), va benissimo la tolleranza per i credenti ma oggi, in questo secolo, nel millennio della comunicazione direi che è ora di finirla di avere paura di esprimersi. Stai sbagliando tu caro.

Lo so, il rimedio deve essere e sarà un altro, cioè la cultura (pure se invece saranno McDonald o l’iPhone o alle brutte li annichiliremo con “Uomini e donne”) ma intanto queste cosiddette provocazioni sollevano la questione. Paura degli attentati? A parte la fastidiosa rettoscopia che istituiranno negli aeroporti non vedo cosa cambi rispetto all’ "emergenza terrorismo" che c’è ora. Paura di un’escalation di guerra? Be’, non è che gli USA hanno mai avuto bisogno di motivazioni. Oh, e comunque noi ci abbiamo sempre il dio vero dalla nostra parte, no?    


lunedì 17 settembre 2012

La "S" di Monti


Mario Monti apparentemente pare non avere difetti di pronuncia soprattutto per quanto riguarda la “S”. Non ce l’ha sibilante, né blesa, né strascicata e tantomeno quella  bolognese di Raoul Casadei, peraltro molto simpatica. Nulla di tutto questo eppure nonostante ciò il presidente del Consiglio tecnico prova un certo imbarazzo a pronunciare la parola “sostenibile” accanto a “crescita”.

Quando Monti verrà dimenticato e cadrà nell'oblìo come Mino Vergnaghi (vincitore del Festival di Sanremo 1979) noi probabilmente saremo nella esatta situazione di oggi perché se quando egli auspica e promuove una crescita o sviluppo senza sottolineare “sostenibile” e nessuno protesta o lo corregge, vuol dire che nella strada della vita siamo i soliti parcheggiatori in doppia fila. 

E dunque signor Monti, per favore, quando dice “crescita”, ci metta accanto anche “sostenibile”, i giornali la riprenderanno e dato che noi siamo come quelle paperelle che seguono un animale pensando che sia la mamma papera tutti cominceremo a ripetere perché è così che funziona.
Ha funzionato per “extracomunitario”, che si dice al posto di “negro” ma con la stessa intenzione perché pure un australiano è fuori dalla Comunità (europea) ma non essendo colorato, classificarlo è facile in partenza.

Insomma dottor Monti, faccia uno sforzo, a lei non costa nulla, a noi costa il futuro.


domenica 16 settembre 2012

Matrimonio e Costituzione

Oh, ragazzi, ho beccato un documento segreto che lo Stato tiene nascosto, fate girare, che i Tg e la stampa non ne parlano. Si chiama Costituzione Italiana. Qui appresso c'è il link di questo sito dove l'ho trovato che secondo me lo oscurano perché dev'essere una specie di cosa massonica, si chiama Senato. Be', oh, parla del matrimonio ma non dice "tra uomo e donna". Ma proprio da nessuna parte. Inoltre il "matrimonio" mica è una cosa di Chiesa, poiché se uno si sposa solo con rito religioso, a livello giuridico non vale, infatti due coniugi che vogliano mantenere le cose come stanno ad esempio riguardo i beni è sufficiente che non vengano registrati al Comune. Del resto è un po' come battesimo, prima comunione e funerale in chiesa: mica è obbligatorio per legge farli, si fa per mamma e nonna che altrimenti ci restano male, però si è sempre continuato a mantenere l'equivoco.

Comunque in merito all'articolo sudetto, politici ci vediamo alle urne, se mi va.
Articolo 29 della Costituzione Italiana

P.s. per la precisione, il matrimonio in chiesa è quasi sempre automaticamente registrato (è detto "concordatario") ed in genere non viene trasmesso al Comune nel caso di due anziani vedovi che vogliano convolare a nozze senza perdere o mischiare diritti e proprietà. Ma in linea teorica il fatto rimane, tant'è che il solo rito civile vale ed è anzi quello l'importante. 

Se non qui, dove?


Questo è il mio blog. Sì, certo, se ne sentiva la necessità così come ad un serpente è utile una crema per le mani, ma a me ogni tanto punge vaghezza di dire e scrivere cose, per cui se non ora quando, se non qui dove?

È il mio blog ma è uno spazio dove la discussione è accettata e gradita.

Ovviamente lo faccio per mettermi in gioco ad altrettanto ovviamente lo faccio per narcisismo però è pur vero che dallo scambio spesso nasce qualcosa mentre dalla stasi non viene fuori nulla.

Di mestiere faccio lo scrittore, che nel campo dei trasporti equivarrebbe a dire “guido”, quindi per entrare più in dettaglio preciso che scrivo per trasmissioni tv comiche. Amo il mio lavoro e lo considero ancora una forma d’arte pertanto secondo me chi sta da “questa parte” rispetto al “pubblico” ha dei doveri e delle responsabilità da rispettare.

Detto ciò, senza impegno, io ogni tanto butterò qui qualcosa su tutto quello che mi ispira, e chi vuole, altrettanto senza impegno, può leggere, commentare, condividere, negare o anche molto più ragionevolmente ignorare continuando felicemente a fare il miliardo di cose migliori che ci sono nella vita. Ciao!