Dunque, c’è uno che chiamano
“John” il quale è protagonista di un paio di video in cui decapita occidentali.
Uno alla volta, con un coltello, sfidando Obama.
Anzitutto uccidere con un
coltello una persona alla volta mettendosi contro un presidente americano,
capace di ammazzarne migliaia alla volta con aerei senza manco bisogno di
piloti, è una partita persa in partenza.
Il punto però è che
quest’azione viene rimbalzata dai mezzi di comunicazione e l’effetto che si
ottiene è il seguente:
John commette un’azione
crudele uccidendo un’innocente.
John è un islamico, non
importa se integralista o pazzo, è un islamico, punto.
Gli islamici sono tutti
arabi quindi tutti gli arabi sono John, perché ci raccontiamo che loro la
pensano tutti così, quindi senza se e senza ma, gli arabi sono tutti cattivi e
vanno se non sterminati, perlomeno fermati, isolati, corretti, insomma bisogna
fare qualcosa.
Quel qualcosa è la guerra e
ovviamente noi cristiani, occidentali, civili, bianchi, mettetela come vi pare,
siamo i buoni perché in caso ammazzassimo migliaia di civili
A: sono i
cattivissimi che li usano come scudi umani.
B: – soprattutto – tra quelli
non ci sono civili così veramente “civili”, dato che sono arabi e con quella
cultura ci crescono.
Ecco, questo è quanto.
Premesso che per me chi è religioso già sbaglia in partenza, quello che voglio
dire è che di fronte a stimoli emozionali come quello di Repubblica o Corriere
che mascherano da notizia la morbosa esibizione di un delitto, bisogna fare un
respiro lungo, cercare di vincere l’istinto primordiale del “noi contro di loro”
e difendersi mettendo un freno alla rassicurante convinzione che “quelli” siano
tutti uguali e carne da macello. Altrimenti anche io sono autorizzato a pensare
che gli ignoranti superficiali sono tutti uguali e andrebbero tutti eliminati.