Sì, va bene, certo, in
assoluto avere un “diritto” in più è sempre auspicabile e sarebbe bello se in
Italia, a livello governativo diventasse una moda di tendenza. Ma qui ancora
non siamo così avanti, rispetto al Medioevo sì è aggiornata solo la forma: oggi
le streghe si bruciano col fotovoltaico.
Ma il “diritto all’oblìo”,
diciamo la verità, chi è che lo vuole veramente? Cioè, magari a volerlo lo
desiderano tutti ma ad applicarlo sarebbero in tre di cui un paio latitanti
storici ed il restante, un asceta con l’alitosi.
Per il resto mi par di
capire che noi come “socialari” (frequentatori di social network) aspiriamo
proprio al contrario.
Suvvia, siamo sinceri: se
scriviamo una qualsiasi cosa su Facebook è perché desideriamo far sapere al
mondo il nostro pensiero e come siamo. Ed il bello è che siamo tutti migliori
della masnada di pirla che a differenza nostra postano cose sciocche e
banali!
Se davvero volessimo essere “segreti”
e praticare così devotamente la nostra “privacy”, terremmo un diario personale con
lucchetto, chiuso nel cassetto, e saremmo più romantici cloni di Violetta che moderni
figliocci di Mark Zuckerberg.
Altro che oblìo, noi
aspiriamo all’Eternità. Ed oggi grazie alla Rete si può.
È il sogno di tutti, da
sempre: vincere la Morte. Ieri l’essere umano si è inventato le religioni e più
o meno in contemporanea l’Arte, poi, oggi, in una sorta di Ikea dell’immortalità,
ognuno ha la possibilità di non sparire realmente del tutto lasciando una
traccia di sé e per di più senza necessariamente fare figli, sistema tradizionale
molto efficace ma molto più costoso a tutti i livelli.
Dite la verità: ma davvero,
se ne aveste la (sacrosanta) possibilità, rinuncereste a fissare in modo
sempiterno nel tempo e nello spazio l’immagine della carbonara che avete
mangiato oggi oppure il sentito e commosso ricordo di quell’attore la cui
dipartita, siamo onesti, a questo punto è un po’ meno importante e significativa
della vostra toccante frase o sapida battuta tramandata ai posteri?