domenica 27 ottobre 2013

Risposta ad un’amica.



(Riguardo una preoccupazione relativa all'atteggiamento di Papa Bergoglio, visto con sospetto in quanto, rendendo con esso più accattivante la Chiesa Cattolica, anestetizza maggiormente le coscienze rispetto ai predecessori).

Non preoccuparti più di tanto, grazie ad Internet la gente è molto più informata di prima ed anche "prima" si faceva bellamente i fatti propri. 

Non esiste la famiglia "tradizionale", tutti più o meno hanno sempre scopato con tutti in un alveo di ipocrisia che se da una parte è negativo perché mancante di sincerità, dall'altra rivela un'indipendenza nascosta al di là della facciata che i preti (di qualunque religione, non ce n’è una “buona” o una “cattiva”) da sempre hanno tenuto a mantenere (loro per primi).

I problemi mondiali ci sono da sempre e nel medioevo si viveva molto peggio di oggi. A quest'ora io che sono miope ed ho avuto un malleolo rotto sarei morto e pure tu con la crisi d'asma che hai avuto l'altro giorno (altro che di corsa in auto dal medico e iniezione risolutiva). Nella preistoria la vita media era di 25-30 anni. C'è stata la Glaciazione ed il pianeta è stato colpito da meteoriti, perché dobbiamo pensare che la Terra o la Natura si siano stabilizzate? Insomma siamo caccole nell'Universo ma ci crediamo ancora il centro di tutto. Se l'Umanità si autodistruggerà... 'sti cazzi, vuol dire che doveva andare così. I casi sono due: o non ci sono disegni preordinati quindi peggio per noi. O ci sono allora vuol dire che la distruzione o l'eventuale salvezza fanno parte di un progetto Superiore.

Io sono convinto che non ci sia questo progetto per cui cerco di vivere bene, essere serio in quello che faccio, di mantenermi quello che ottengo e mettere ME al centro della mia vita per poi essere utile agli altri poiché viceversa affogheremmo io e loro. 


sabato 26 ottobre 2013

Artisti o impiegati.




Prendetela come volete ma la mia teoria è che oltre agli “uomini” e i “caporali” di cui parlava Totò (i primi vessati dai secondi sotto diverse forme in qualunque campo) il mondo si divida anche in “artisti” o “impiegati”.

Nessuna delle due categorie ha un merito rispetto all’altra, semplicemente bisogna tenere presente che se si sceglie di essere “artisti” (riduttivamente: liberi professionisti) non si può pretendere di avere anche i vantaggi dell’ “impiegato”.

Viceversa, se si vuole essere o ci si sente per indole “impiegati”, è sciocco pretendere pure le comodità (poter evitare il traffico delle ore di punta per esempio) degli “artisti”.

La differenza tra i due è sostanzialmente nella mentalità di approcciare il lavoro ed i tempi ad esso correlati. L’ “artista”, che può essere un avvocato, un medico o un prete non ha la stessa scansione del tempo dell’ “impiegato”, pertanto la Domenica è come il Lunedì e Natale può essere un giorno come un altro.

L’ “impiegato” desidera certezze, possibilmente uno stipendio sicuro, le ferie… ecco le ferie. Per un artista, specie nel mondo dello spettacolo, le ferie sono una iattura. Vacanze, sì, certo, un po’ di riposo lo anela ma oltre un tot diventa inattività, panico.

Io ho scelto di essere un “artista” per cui il sabato sera non ho bisogno di uscire per “staccare” e questo mi fa felice. A Capodanno ho sempre cercato di lavorare e l’ambizione di crescere per arrivare al “top” (cosa che nell’ “impiegato” è di certo presente ma in misura minore) mi spinge a non desiderare che arrivino prima possibile “le 17.00”, anzi…

Questo è tutto. Ce l’avevo in mente da anni ed ora l’ho messo nero su bianco.

P.s. anticipo già chi dirà: “Magari! Ma ci sono impiegati che fanno orari totalizzanti da “artisti” senza manco i vantaggi…”. Ok, sì certo, io parlavo di scegliere un gioco e cercare di accettarne le regole, tipo nel calcio non poter toccare la palla con le mani. Disfunzioni ed anomalie, ovviamente, sono all’ordine del giorno.

P.p.s. nello show business i fuochi di paglia e le meteore sono infiniti ma chi sta “là” da venti o trenta anni non è per culo ma è perché nella sua vita non ha pensato ad altro H24.


lunedì 21 ottobre 2013

Semplificazione.





Mi piacerebbe essere come voi, per una volta. Ma non una vita, non un anno e nemmeno un giorno, basta un minuto.

Mi piacerebbe essere come voi che avete questa meravigliosa capacità di rendere tutto più semplice per cui la “bambina bionda trovata in un campo rom” è stata rapita dagli zingari.

Oh, e tanto ci voleva? Gli zingari rapiscono i bambini. Punto.

E questa Kyenge che vuole dare case, stipendi, pensione e villeggiatura agli immigrati che vengono da noi. Ma che li si aiutasse a casa loro. Oh poi sia chiaro che stiamo parlando dei negri perché i cinesi pure se immigrati, va be’ quelli lavorano, come anche la signora moldava che mi viene a casa a fare le pulizie e la badante ucraina che cura nonna, ma che c’entra, quello è un altro discorso.

E comunque, gli arabi ce l’hanno nella cultura di farsi esplodere col giubbotto di tritolo, così come amano menare le donne. E non mi venire a dire che i rumeni non rubano nelle case.

Sai che ci vorrebbe? Uno come Mussolini che prende in mano la situazione. Anzi, no sai che ci vorrebbe? Una bella guerra. No, un terremoto. Un terremoto durante una guerra mentre al governo ci sta Mussolini. E allora sì che le cose si sistemerebbero.

Ecco. Mi piacerebbe essere così come voi che avete questa straordinaria capacità di rendere tutto incredibilmente semplice. Solo per una volta, solo per un minuto. Giusto il tempo di sdraiarmi sulle rotaie del tram, così, semplicemente. 

venerdì 4 ottobre 2013

Massimi sistemi.




Ma di cosa stiamo parlando?

Me lo dite voi, cosa importa del riscaldamento globale ad un depresso?

Siamo tutti impicciati (locuzione romana per dire ingarbugliati) o nel migliore dei casi di impicciati ne conosciamo più d’uno. Ecco, prendete una persona (oppure ricordate di quando è successo a voi) che quando la mattina si sveglia non vede l’ora che torni sera per cadere di nuovo nell’oblìo, poiché sente che l’unica cosa che gli viene bene e non la far star male è dormire. Immaginate che cosa gliene può fregare di mettere plastica con plastica e carta con carta.

Per avere a cuore i problemi del mondo prima bisogna risolvere i propri perché quella roba che se io lascio la luce accesa si scioglie il Pack, è una cosa da persone che non devono combattere con le proprie crisi esistenziali.

Sì, certo, occuparsi “d’altro” cioè di gabbiani oleati e mezze stagioni sparite può essere per qualcuno un modo per non affrontare i propri guai (quindi da un problema personale può nascere un effetto virtuoso per i pronipoti che non si ritrovano il Sahara a Matera), ma in genere se uno ha dei casini personali difficilmente riterrà un compito primario l’atto di gettare le batterie esauste nell’apposito contenitore.

Questa assolutamente non indispensabile riflessione era giusto per dire che la lotta per salvare questa misera Umanità è molto ardua perché più che le lobbies e il “gomblotto” credo che influisca sul risultato lo stato di salute della nostra anima. Per salvare la Terra, bisogna prima salvare i terraterra, cioè noi persone più che normali.

E allora? E allora niente: chi può e se la sente faccia il suo senza lasciarsi prendere dallo sconforto (se superate la “prova Manhattan”, per esempio, siete immuni) perché comunque vale la pena provarci dato che se non si ha la soluzione, almeno non si diventi parte del problema ma affinché i discorsi non siano vuoti, quando parlate di massimi sistemi ricordate che ci sono sempre anche quelli minimi…