sabato 27 aprile 2013

Niente panico. No, va be’… sì sì: panico.


E se facessero una legge elettorale come si deve?

E se approvassero una legge sul conflitto di interessi, l’ineleggibilità degli impresentabili e nel frattempo Berlusconi andasse in galera e/o venisse interdetto dai pubblici uffici, in modo che “Berlusconi” (sostantivo tipo “malaria” o “alluvione”) non accada più?

E se facessero con la mano destra una legge sui matrimoni “alternativi”, mentre con la sinistra, di sguincio, cancellassero la criminosa Legge 40?

Certo… Vedendo Angelino Alfano vicepremier e ministro degli Interni, si potrebbe pensare che dallo stallo siamo passati allo stallatico.

La conferma, poi, può venire da Beatrice Lorenzin (che, come la Polverini, prima di Ballarò non esisteva, quindi a Giovanni Floris toccano un paio di millenni addizionali di Purgatorio) la quale esponente del Pdl fa presumere che ammalarsi diventerà uno status symbol e i monoreddito, per passare davanti agli ospedali, dovranno pagare un ticket.

Ma chissà… Certo, viviamo in un Paese di merda, come scientificamente dimostrato dal fatto che abbiamo avuto la Lega al governo (dicasi Lega, un partito che in altre nazioni in parlamento avrebbe svolto il compito di feltrini antisdrucciolo per le poltrone)…

Lo so che non ci sarà un nuovo Rinascimento, dato che è in atto una nuova Restaurazione, però dal momento che spesso nella vita si passa più tempo a parlare dei problemi che a risolverli direi di stare a vedere, senza abbassare la guardia, e contare, come al solito, solo su di noi.

P.s. il Pd merita abbondante disprezzo ed il Pdl non è “di destra”: è di merda.


mercoledì 10 aprile 2013

Quando i bambini fanno “no”.


Come diceva il poeta Povia, cantore della guarigione dalla gaytudine (nonché bandiera della comunità di coloro che hanno la condivisibile ambizione di diventare un piccione), i bambini fanno “oh”.

Ma i bambini fanno anche “no”, con un piglio ed una pretesa peculiari della loro età, inconsapevoli che la realtà (per fortuna) è più complessa e sfumata di quella che i loro schemi mentali comprendono e prevedono.

Morire, a noi, fa rodere il culo. Non vedere più gente cara (e non) che fino a ieri era intorno a noi, ci sembra ancora, dopo milioni di anni d’evoluzione, un’ingiustizia, per cui diciamo no, come i bambini. (Ed è per questo che nascono le deleterie religioni).

Eppure, per i credenti, se Dio ha inventato la vita, ha inventato pure la morte, quindi perché accettare, anzi essere contenti, di una e non farsene una ragione dell’altra?

Per i non credenti la reazione sarebbe più giustificata ma anche qui la morte andrebbe accettata per lo meno come fatto ineluttabile e razionalmente funzionale.

Comunque, per il fatto che ci sentiamo tutti coinvolti, che della morte abbiamo paura e che ci scoccia parecchio defungere, alla morte abbiamo dato una sacralità che secondo me andrebbe ridimensionata.

In questi giorni (aprile 2013) è morta Margareth Thatcher e a detta di molti, nella sua vita ha causato molto male. Ecco, il mio pensiero è che la morte non estingua il peccato e tantomeno il reato. La morte non ti fa diventare una brava persona.

Il fatto che ormai l’ex vivo non si può più difendere, non toglie la presenza di ciò che la persona ha fatto in vita e le conseguenze che le sue azioni hanno comportato.

Non so voi come la pensate ma io non mi sento di essere ipocrita: quando certe persone muoiono non mi posso dire dispiaciuto. Anzi, sono contento.

Secondo me avere questo atteggiamento nei confronti dei morti e della morte è un salto d’evoluzione che ci fa smettere di essere quei bambini che fanno “no”.