In questi giorni la cronaca
sta mettendo in luce la parte peggiore dell’essere umano: il giornalista di
“nera”.
Lungi dall’arrivare alle
vette di Bruno Vespa, Federica Sciarelli, Salvo Sottile ed altri mangiatori di
morte (cit. Michael Crichton, giusto per far vedere che un libro in casa ce
l’ho pure se ho letto solo il titolo), questi probi lavoratori della stampa si
prodigano nel raccontare, con strenua ricerca di immagini efficaci, ciò che concerne
intorno a due efferati delitti.
Uno di questi è il clamoroso
“caso di Brembate”, in cui pare sia stato trovato l’assassino di Yara. La prova del DNA
lo inchioda ma prima di giudicare bisogna accertarsi che sia almeno un po’
straniero (preferibilmente romeno) altrimenti l’italico razzismo ne risente un
bel po’.
Essendo un assiduo lettore
dell’Amaca di Michele Serra (ATTENZIONE: spoiler. Di Repubblica si dice che ci
sia una cosa buona, be’, è quella) in un pezzo di qualche giorno fa egli ha
fatto la stessa riflessione che è venuta a me e non mi pare il caso di
andarglielo a dire, poverino, magari già ha i guai suoi.
Perché quindi dire la mia
dopo che Serra l’ha detto sicuramente meglio? Per lo stesso motivo per cui
esiste il cuoco stellato e il kebbabaro.
Comunque, la cosa è molto
semplice: la maggior parte dei delitti, come anche questi due, attuali protagonisti
della cronaca, sono avvenuti in famiglia.
Ecco, basta. Chi parla
(preti, politici, benpensanti di ‘sta fava) di “famiglia” come nucleo
incorruttibile ed ideale, in special modo quello composto da padre, madre e
figli, inganna il prossimo. Nel migliore dei casi (ma non c’è) lo fa credendoci
veramente, nel peggiore invece opera una truffa dolosa per voti, potere o
altro.
In questi secoli si è
spacciata la famiglia come valore assoluto mentre essa soggiace alle
leggi della Natura e dell’anima esattamente come tutti gli altri agglomerati
umani e forse anche di più perché i parenti neanche te li scegli.
Per chiudere, l’ultimo
inganno l’ho sentito da Maurizio Sacconi (persona assai sgradevole di suo e
forte di orridi precedenti) il quale ha ripetuto come pure fece Rosy Bindi una
falsità palese che però nessuno si premura mai di andare a verificare, ovvero
che la Costituzione “dice che il matrimonio è solo quello tra uomo e donna".
Qui c’è l’articolo. Vedete
voi stessi. Comunque l’articolo 29 dice questo:
Art. 29.
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale
fondata sul matrimonio.