martedì 7 aprile 2015

L'ultimo atto di Dio.



Se c’è mai stato nella storia dell’Universo un essere discreto quello è Dio. 
All’apparenza potrebbe sembrare uno (e trino) a cui piace apparire ma in realtà, da quanto dicono, l’ha fatto pochissime volte e comunque mai di persona ma sempre sotto forma di altro: albero in fiamme, colomba, raggio di sole, varie ed eventuali. Chiedete alla signora Maria di Nazareth.
Non una parola sul suo passato, su cosa abbia fatto prima di creare il Tutto, quali fossero i suoi sogni nel cassetto (forse la Pace nel mondo, ma prima, ovviamente, “il mondo”), mai nessun pettegolezzo che potesse far dubitare che Lui (o Lei… anche su questo massimo riserbo) non fosse un’entità dai trascorsi più che irreprensibili. Insomma, noi sappiamo solo che ad un certo punto della Sua esistenza ha deciso di dividere le Tenebre dalla Luce, separare la Terra dalle Acque e tutto il resto, e chi crede nella Bibbia asserisce che il Libro dei Libri sia stato scritto su ispirazione diretta di Dio pertanto è Lui che ha deciso di farci sapere delle cose su di Sé.
Perché?
Forse la risposta è in questo brano riportato da un testo rinvenuto in Africa, probabilmente il luogo da cui l’avventura umana ebbe inizio, vergato su pelle di capra ancora indosso all’ovino medesimo e dato il movimento della bestiola, che benché piuttosto anziana era ancora arzilla, per i ricercatori non è stato agevole leggere quanto segue.  

“E dunque?”, disse Dio al Serpente.
“Niente”, rispose il rettile, “Non c’è verso, non se ne vogliono andare”.
“Ma da chi avranno preso, dico io!.. Io li ho fatti a mia immagine e somiglianza: sono curioso, creativo, vitale, attivo… Invece quei due son lì tutto il giorno a non fare una beata ceppa.
Che lui sia un pirla non c’è dubbio, ma poi ho creato anche lei che mi pareva un po’ più sveglia, invece niente… Li ho fatti anche complementari in modo da accendere in loro un po’ di curiosità… Macché. Lui si trastulla tutto il tempo con l’appendice che ha davanti, senza neanche chiedersi come mai lei non ce l’abbia, è soddisfatto così, e lei dal canto suo, mette a posto. Sistema. Ma che avrà da mettere in ordine, che mi sono dannato per inventare il Caos. Il disequilibrio è movimento, è stimolo, è vita. No, lei mette a posto. Mah…
Gli ho detto: ‘quello è l’Albero della Conoscenza: prendete i suoi frutti. Fidatevi’. E loro niente. Ma che c’è di più bello della Conoscenza, dico io! Niente! Lo saprò, no, io che sono l’Onniscente?!”
Il Serpente, spaventato e dispiaciuto al tempo stesso, tacque.
Innumerevoli volte si fece giorno e si fece notte, ma nulla accadde fino a quando il Serpente si presentò al cospetto di Dio e disse:
“Signore! Signore! Ce l’ho fatta! Stanno per mordere il frutto!”
“No! Non ci credo… “ replicò allibito l’Altissimo “E com’è stato possibile?”
“Gli ho detto che era proibito!” rivelò con entusiasmo l’amato rettile.
“Genio!”
Non appena ebbero dato il primo morso, Dio apparve ad Adamo ed Eva e disse loro: “Finalmente, figli miei! Ce ne avete messo di tempo! Pensavo non l’avreste fatto più… Davvero per un attimo ho creduto che sul serio non aveste sete di Sapere, voglia di introiettare esperienze… insomma, che mi sareste rimasti qui tra le scatole, bamboccioni per l’eternità.
Certo non potevo obbligarvi, ma alla fine, usando il vostro libero arbitrio, vi siete decisi. Bravi, figli miei!
Volevo condividere con qualcuno la cosa più bella che ho, ma sarebbe stato possibile solo nel modo in cui io stesso l’ho acquisita, cioè imparando, ed ovviamente non avrebbe avuto senso se il Sapere ve lo avessi infuso. Sì, come un'eco avreste saputo ripetere ma non avreste goduto del piacere intimo dell’apprendimento. Senza contare l’aggiunta di quell’unicum che è l’individualità, quel qualcosa diverso per ognuno dovuto alla costruzione del Tempo e dell’Esperienza.
Insomma per condividere mi serviva un impianto “vero” e così in un attimo (va be’, sei giorni, ma meno di così sfido chiunque!) ho creato Tutto. Poi ho creato voi ma a quel punto dovevate aver voglia spontaneamente di fare il salto e da soli vincere la tentazione di restare in un limbo dorato com’è l’Eden. Cercare un’alternativa ad un luogo brutto sarebbe stato facile ma andar via da qui? Bisognava avere la scintilla, che poi si tramutasse in fuoco… mica facile lo so.
Adesso avrete il premio più grande: liberarvi da tutto questo per vivere. Non sapete quanto è immenso l’universo e quante cose ci sono da imparare. Io qui smonto tutto e vado a fare altro.”
“Ma… dobbiamo proprio?”, pensarono Adamo e Eva, però non ebbero il coraggio di dirlo.
E fu così che Dio nella sua infinita saggezza premiò Adamo ed Eva mandandoli sulla Terra e liberandoli per sempre dal limbo dorato dell’Eden, da quella non-vita dove nulla mai accadeva e dove nulla mai mutava, ritirandosi poi per sempre a vita privata, felice di avere finalmente condiviso con qualcuno la cosa più immensa che possedeva.

E quello fu l’ultimo atto di Dio. Si ritirò per sempre o andò fare qualcosa che non ci è dato sapere ma comunque ci lasciò con il più bel regalo che qualcuno possa fare ad una sua creatura.

Il resto è fiction.