domenica 16 marzo 2014

Subìmenti.





Come di consueto faccio ogni domenica 16 marzo 2014 (è un hobby che non impegna moltissimo), rifletto su una cosa.

Vi siete mai chiesti quante volte e in che misura subìte le cose durante la giornata? E poi durante la settimana, durante il mese, l’anno e nella vita?

Cioè, intendo: guardarvi dall’esterno ogni tanto e scoprirvi a fare le cose sbuffando, ma tante cose…

Posto che a tutti piacerebbe essere milionari (ma se proprio vi capitasse auguratevi invece di avere i miliardi, perché un milione di euro potrebbe costare un solo appartamento quindi è un attimo sputtanarsi un intero patrimonio in dieci anni tornando a fare la vita che fate oggi). Posto questo ed automaticamente escluso, cosa subìte e in quale  entità?

Magari subìte l’alzarvi presto la mattina…
Subìte il lavoro che fate, andandoci svogliatamente e pregando che arrivi l’ora di uscita.
Subìte andare a cena dai suoceri o dai genitori. O chiamare vostra madre che v’attacca il pippone.
Forse subìte fare sesso (capita un po’ più alle donne) col partner.
Subìte le vacanze.
Subìte la Tv… cioè la guardate ma perché non c’è altro.
Subìte... va be', ci siamo capiti.
 
Insomma vorreste una vita diversa? Cosa fate per cambiarla o - attenzione - cosa fate per cambiare anche solo una o un paio delle cose che subìte?

No, perché, per carità, i compromessi sono inevitabili ma se davvero tra le centinaia o decine di cose che fate nell'esistenza neanche una è gradita, scelta e goduta, ma soprattutto continuate a subirla e perpetuare il rito, be’, fatevi delle domande.

Niente... era solo una riflessione domenicale dato che non andando a messa e non guardando il calcio mi resta un sacco di tempo da perdere in minchiate così.