domenica 25 novembre 2012

Basta prendersela con i ricchi (sono una minoranza anche loro).


Ma i ricchi, forse, vi intasano le code alla posta? Vi rubano il posto in lista per la risonanza magnetica all’ospedale pubblico?

Avete mai visto un ricco scendere in piazza, urlare slogan e rompervi le scatole con le sue manifestazioni bloccando il centro un giorno sì e uno no?

Sciopera, forse, il ricco? Approfitta per caso della scuola pubblica? Evade le tasse, certo, ma poi si cura e studia a pagamento mica nelle strutture di tutti.

E sia grazie al fatto che può permettersi ottimi avvocati, sia perché la sua categoria è ottimamente rappresentata in Parlamento (quindi attenta a non fare leggi uguali proprio per tutti) il ricco neanche utilizza la prigione che è un’istituzione costruita e mantenuta con soldi pubblici.

Ma ci mancherebbe. Il ricco crea posti di lavoro e fa girare l’economia, il ricco tende a non creare conflitto e di conseguenza disagio (cosa gliene gioverebbe?).

Su, ammettetelo, il ricco è e fa quello che vorreste essere e fare voi per cui, di grazia, non vi accanite più, oppure dimostrate di avere un progetto ed un sogno diverso da quello di “stare là” con o al posto suo altrimenti non siete migliori, siete solo più sfortunati ed invidiosi.

sabato 24 novembre 2012

Me lo spiegate, per favore, chi sono “Loro”?


Lo chiedo a chi ha idee più chiare di me, vi vengo dietro nel discorso e poi agiamo ma, giusto per avere chiarezza, fatemi capire meglio.

Dunque, Loro non ci dicono veramente come stanno le cose. “Loro”, chi, i Poteri Forti? Ok, perfetto, ma più precisamente? No, perché ho bisogno un attimo di focalizzare.

La Banche, il Vaticano e..? Gli Americani? La Germania? Benissimo, ma solo per essere un  po’ più precisi, ché io sono pragmatico (anche se quello che conta, si sa, è l’ascendente).

“Le Banche” è Monti? Ok Monti. Porco Giuda finalmente è uscito allo scoperto! Decenni che stiamo con le pezze e dietro c’era lui, mo’ ci ha messo la faccia. Il Vaticano, va da sé, sono il Papa e la CEI, e gli Americani sono Obama (adesso, prima era Bush, comunque è quello che sta là, il Presidente). La “Germania”, certo, non è la Foresta Nera o le strade di Berlino che di notte si animano e firmano le cose: è Angela Merkel.

Vai, ci sono quasi. Oh, non voglio essere polemico, ma se questi individui sono tutti pro tempore, forse mantengono uno status quo deciso da altri. Sarà mica il gruppo Bilderberg? Sì? Quindi “Loro” sono il gruppo Bilderberg. E, puntualizzo, non è che se uno emigra e se ne va, per dire, in Danimarca dove rispetto all’Italia tutto è più efficiente del duemila per cento ha risolto. O il Gruppo Bilderberg controlla qualcosa sì e qualcosa no? Sì, va be’, adesso venitemi a dire che Loro hanno un potere limitato. No, cari, non mi fregate.

Quindi, per farla breve. Capito che Loro sono quelli del gruppo Bilderberg (o se sbaglio ditemi meglio chi sono Loro, nomi e cognomi, perché io son praticamente aglio e olio) mi dite che facciamo adesso? Ci ubriachiamo perché tanto non possiamo fare nulla? Prendiamo la tessera di Al Quaeda, ritiriamo i soldi dalle banche, chiediamo a David Icke, di guidarci in una guerra contro i Rettiliani, aspettiamo che finisca la partita poi scendiamo in piazza, o magari approfittiamo a scendere quando ci sono i saldi così facciamo un viaggio solo? Spacchiamo un bancomat? Cazzo, questo sì gli farà male.

Insomma, o voi che sapete, chiaritemi meglio chi sono Loro e poi ditemi cosa fare, anzi meglio, fatelo e io vi seguo. Grazie.

venerdì 16 novembre 2012

Total black nella moda


Da una notizia uscita su Dagospia apparsami a tradimento mentre stavo guardando un sito specializzato nell’ultima frontiera dell’erotismo ovvero Lapponi che leccano vecchi euroconvertitori, son venuto a sapere che forse i Marzotto evadono le tasse.

Non sono i primi e dicono che nel mondo della moda si porti molto. Il nero è elegante e snellisce soprattutto i redditi infatti Dolce & Gabbana hanno sfilato parecchio davanti ai giudici per motivi fiscali tanto che non solo loro ma pure la & sembra implicata.  

Ora dirò un’idea bislacca ma secondo me a questi, Marzotto in primis, pagare le tasse gli rode non perché diventerebbero poveri ma per un meccanismo interno, innato o acquisito, legato al ceto.

Anzitutto si sentono al di sopra delle regole fatte per “tutti” e questo è un retaggio di un tempo in cui l’aristocratico era quasi antropologicamente di un’altra specie rispetto al plebeo.  

E poi il fatto che con le loro tasse si pagherebbero, sì, gli ospedali ma per chi? Ovviamente per i poveri visto che loro in una struttura sanitaria pubblica non ci andrebbero mai. Anzi, anche la clinica che scelgono sarebbe svizzera. E poi tutto il resto: scuole, strade, infrastrutture pubbliche a cui questi non si avvicinano neanche con lo scafandro (ovviamente firmato)

Ecco, questo è quel che penso. Ah, penso anche che siano degli stronzi ma senza classismo, giusto per il fatto che le tasse vanno pagate. Poi che lo Stato le usi male è un altro discorso.

martedì 13 novembre 2012

Fiat, abbiamo un problema.


Chiedo scusa ma pur se Marchionne secondo me è uno che ama il maglione più del prossimo suo soprattutto se questo prossimo son gli operai, io una macchina non me la compro.

Non amo le automobili, non le ritengo un bene proporzionato al costo, non sento il bisogno di un transfert delle loro qualità su di me (per dire, gli interni in pelle ce li ho di natura) e soprattutto, se posso, vorrei evitare di passare metà della vita nel traffico e metà a cercare parcheggio.

Quindi non sono uno di quelli che può contribuire al risanamento della Fiat.
Io non compro; quelli hanno bisogno di vendere. Come la mettiamo?

Sono costernato ma non so trovare una soluzione. Non mi sta neanche bene che lo Stato salvi una fabbrica con i soldi miei, ma almeno con le mie tasse posso dare una mano, però non si può certo andare avanti così per sempre.

Insomma, non saprei come uscire dall’impasse, mi dispiace tantissimo per gli operai, ma allora dovrei anche comprare un mitra perché ci sono famiglie che lavorano alla Beretta.

Il punto è che il sistema dei consumi ci ha messo a cavallo della tigre: se siamo sopra siamo in pericolo ma se scendiamo è peggio. È ora di cambiare e non sarà indolore.

venerdì 9 novembre 2012

Credere! Obbedire! E' una cosa pazzesca!


Grillo viene dipinto dalla stampa come un duce fascista e assolutista. Ok, ma i difetti?

Secondo me c’è in atto una evidente campagna a favore di Grillo in opposizione a quanto sta facendo lui stesso per non vincere.

Mi spiego meglio: se arriva uno che dice agli italiani di prendersi delle responsabilità, quelli anziché la responsabilità prendono delle cassette di pomodori e gliele tirano così, tutte intere, acciocché il messaggio arrivi più chiaro.

Con la sua esortazione a pretendere che ognuno si assuma la sua fetta di onere e cambiare la mentalità (magari anche nel piccolo con cose minime tipo buttare la plastica nella plastica, non comprare acqua in bottiglia o perlomeno non sprecarla, o anche solo comprare frutta di stagione e magari l’estete non far diventare casa un habitat ideale per orsi bianchi), Grillo sta tentando una missione politicamente suicida.  

Politicamente non siamo un popolo di fascisti (magari, mi vien da dire, sarebbe quantomeno una posizione) piuttosto siamo un popolo di pigri. Berlusconi propose “pane e figa per tutti” (scusate il maschilismo) e vinse alla grande. Abbiamo bisogno dell’uomo forte, di quello che risolva i problemi, non che ci dica di risolverceli da noi.

Con la campagna che si sta facendo su Grillo, descritto come un dittatore (e non è escluso che ne abbia i modi e chissà anche la mentalità) non fa altro che rendere ghiotta l’occasione per gli italiani di avere uno da poter accusare quando le cose non andranno, è per questo che Grillo vincerà.