Pare che se i parlamentari grillini decidano, obbligati da Grillo e Casaleggio, di non avere contatti con i giornalisti si macchino soprattutto di reato di lesa maestà.
È un po’ come accade a chi rifiuta il Tapiro di Striscia la Notizia o non accetta il contatto con il coglione (per ruolo) Valerio Staffelli a cui è universalmente riconosciuto (dal pubblico poco attrezzato) un qualche valore o incarico “legale”.
Dire che gli zingari son tutti ladri o i ladri son tutti zingari è un peccato grave di ignoranza che non rientra nella mera opinione personale, ma rivela un’ottusità che andrebbe stigmatizzata per arginare un po’ le ideologie becere e dannose.
Allo stesso modo dire che i giornalisti sono tutti incompetenti e la stampa tutta malevola è una generalizzazione grossolana ma è anche vero che i giornali per vendere devo attirare e ciò li porta spesso ad usare mezzi discutibili.
Ho letto un titolo su “La Repubblica” che diceva: “Ira di Bersani”, riferendosi ad un commento su un’affermazione di Monti. Questo è un imperdonabile caso di manipolazione della realtà perché leggendo l’articolo non traspariva nessuna “ira” ed è la dimostrazione che la sintesi giornalistica molto spesso “c’è” o “ci fa”.
Dato che purtroppo, per evoluzioni o degradazioni del mercato, per il ventennio berlusconiano o per un’innata tendenza a cercare di avere ragione più che a ragionare, la stampa in generale si è effettivamente alterata e con essa la sua funzione di informare, se qualcuno, come i grillini, riesce a dargli una ridimensionata, ben venga la decisione dei parlamentari 5 stelle di tacere.
P.s. non sono un giornalista e neanche un intellettuale ma leggo i quotidiani tutti i giorni e, be’, mi offrono continuamente prove a conforto di quanto sopra affermato.
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