venerdì 2 agosto 2013

Lo spinacio fra i denti.


Una macchia di sugo o un piccolo baffo di rossetto sul colletto della camicia; la macchiolina di una goccia infinitesimale d’olio sul pantalone; una molecola di spinacio o di prezzemolo tra i denti.

Su un intero viso, ma persino sul totale del corpo, ovvero un’ampia superficie di chili e pelle mille volte maggiore di essa, quello che spicca è la particella subatomica di spinacio tra i denti. E non c'è niente da fare, a causa di ciò pure Hugh Jackman nudo con in mano un barattolo di Nutella perde tutto il suo fascino e l’effetto complessivo si smorza.

Ecco, questa è la sentenza di condanna nella vita di Silvio Berlusconi.

Quattro anni, forse tre indultati, interdizione da ridiscutere, ma sicuramente l’uomo non andrà in galera, non uscirà dalla politica e soprattutto non verrà meno la sua esigenza di proteggere i suoi affari e malaffari quindi è ingenuo pensare che le cose per lui e per noi cambieranno radicalmente.

A livello umano, però, l’evento ha la sua rilevanza perché si è scalfito il senso di onnipotenza di Berlusconi su cui e per cui egli ha lavorato e lavorerà tutta la vita.
Passerà una brutta estate. Evviva. 

Al di là della soddisfazione per il fatto che la Giustizia abbia fatto il suo corso con tutte le procedure ed i garantismi del caso (e purtroppo non sempre accade), per ciò che mi riguarda questa sentenza ha un valore personale profondo che, lo ammetto, rivela la parte di me più disgustosamente umana ma tant’è.

Io sono felice di questa condanna perché essa colpisce Berlusconi nella cosa che ha più cara, il suo ego. Io disprezzo e disistimo quest’uomo come pochi e solo per le vicende del Ponte sullo Stretto, dell’Alitalia, dell’annuncio propagandistico a Lampedusa, della promozione nonché coltivazione di disvalori quali l’edonismo, il consumismo, l’evasione fiscale, la vittoria a tutti i costi, il razzismo, l’omofobia, la menzogna e non ultimo il massacro di barzellette di cui questo stronzo è stato artefice,  io sono felice di questa macchia sul suo “onore”.

Come condimento, inaspettato quanto gradito, c’è stato il gustosissimo fatto dei suoi fans che hanno prima esultato per poi ricevere una doccia gelata quando hanno capito l’equivoco. Sono cose che allietano la giornata ma anche tutta la settimana.

Ovviamente Berlusconi non è morto e neanche morirà mai perché “Berlusconi” non è una persona ma una caratteristica di quasi tutti gli italiani, quindi ok la felicità per la condanna ma per il resto questo paese in mano agli italiani è inevitabilmente perduto.

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