Se in un qualunque
consesso, dal salotto di zia Maria al Congresso dell’ONU, provate a buttare là
l’argomento “gatti”, nella fattispecie con la frase: “Belli i gatti ma
preferisco i cani perché sono più affettuosi”, vedrete che sarà come aver gettato
un tricktrack in mezzo ai piccioni a piazza San Marco.
Poco dopo,
inevitabilmente, qualcuno dirà: “Sì, vero… però non è sempre così perché il
gatto mio…”. Seguono episodi comprovanti la replica.
Lo stesso è con
l’argomento “canne”, intese non come elemento attinente allo zucchero o ai
supporti per pomodori, pertanto so a cosa vado incontro con questo post.
In Uruguay hanno
liberalizzato la marijuana instillando in molti una speranza che il mondo stia
cambiando e che domani possa succedere anche qui in Italia.
Questa della
liberalizzazione delle droghe leggere è, come altri, un argomento molto controverso perché sia i “pro” che i “contro”, a starli a sentire, hanno delle convinzioni tenacissime
nonché delle argomentazioni inoppugnabili.
Io vi dico cosa ho
potuto constatare di persona. Solo questo.
Tutte le persone da
me conosciute che facevano uso di marijuana, non vedevano l’ora di farsi una
canna. Anzi no, meglio, sembrava che qualunque attività svolta a casa, (una
pizza, un film o altro) fosse solo il preludio al divertimento vero che sarebbe
venuto dopo, cioè farsi le canne. Anche fuori casa era lo stesso ma con meno eccitazione.
Non c’era UNA volta,
dico UNA, che mancassero di farsi uno spinello. Ed intorno a quello c’era tutto
il rituale fatto di preparazione, godimento del proibito e di pregustata sensazione
di benessere che è parte integrante dell’uso del “fumo”.
Tanto per non
tediare oltre, nessuno mi convincerà mai che quella dell’erba non sia una
dipendenza, se non chimica, sicuramente psicologica e nessuno mi toglierà mai
dalla testa che ora, come per i gatti, immancabilmente qualcuno dirà: “Sì,
vero… ma non è sempre così, io me ne faccio una ogni tanto senza per questo…”.
Seguono episodi, ecc…
P.s. anticipo
anche: “E allora le sigarette? E l’alcol?”. Ok, per questo il dibattito è infinito.
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