giovedì 18 luglio 2013

In memoria dei nostri antenati.


C’è stato un tempo in cui vi abbiamo dato retta ed è stata una strage, è stata la fame, è stata la morte.

Ma cosa ne sapete, voi donne, di quanti nostri fratelli sono morti nel Pleistocene, azzannati da una delle ultime tigri dai denti a sciabola, perché questa non è stata respinta dal loro odore.

È solo grazie al nostro forte, persistente afrore che gli altri animali ci hanno ritenuto prede, quindi cibo, poco appetibili e questo ci ha dato il vantaggio ed il tempo per sviluppare il cervello e diventare la specie superiore.

Ma cosa ne sapete, voi donne, della tecnica di sporcarsi per integrare l’odore e l’aspetto con l’ambiente circostante quindi mutarsi in cacciatori letali ed assicurare così il cibo alla prole e alla comunità.

E oggi, voi, dato che tutto questo è passato, ci venite a dire di farci la doccia. Ma cosa ne sapete, voi, donne, dell’istinto atavico, pari al vostro di procreare, che abbiamo noi maschi di puzzare per ricordare chi siamo e commemorare tutti quei compagni del paleolitico e del primo Olocene morti per noi e per voi.

Ecco, se non riuscite a capire cosa abbiamo dentro, fatelo almeno per loro, per i nostri antenati, che sono anche i vostri… per favore, non chiedete di lavarci.

martedì 9 luglio 2013

F-35 (ovvero “Bisogna fermare… Mi dai una mano?”)


Italia. Ufficio della Presidenza del Consiglio, interno notte.
“Non credo ai miei occhi”, disse il Primo Ministro guardando lo schermo del computer, baluginante nella penombra della stanza.
“Eppure qui Facebook parla chiaro, gli italiani questi F-35 non li vogliono. Non immaginavo, non pensavo… Se le cose stanno così, allora, passami subito l’effetrentacinqueria che disdiciamo l’ordine.”
“A quest’ora son chiusi, presidente”, azzardò timidamente il segretario.
“Giusto, allora facciamo domani ma sul presto, appena aprono, che qui il popolo sovrano l’ha detto chiaro e forte come la pensa”.

Meno male che c’è Facebook o quella cosa che sta girando adesso di “avaaz.org” o come diavolo si chiama, che ci permette di fermare questo incauto acquisto e questo sperpero di denaro che probabilmente causerà la bancarotta di questo storto Paese.

Con tutto l’affetto e con tutto il rispetto per chi si prodiga per “fare qualcosa”, anche facendo leva sul “non si sa mai, tanto provare non costa nulla”, ma davvero pensate che solo con una raccolta di firme, centomila (che sono niente rispetto ad un qualunque video di ragazzotti in parrucchetta da animazione che ne fa IL TRIPLO) oppure un milione, si possa fermare una commessa che implica vincoli e ricatti a livello internazionale?

Anzitutto il tale sito che raduna “firme” è possibile che per ogni click guadagni qualcosa (senza contare il tedio di dovere attentamente deselezionare i consensi a farsi riempire la casella di mondezza referendaria virtuale della minchia) ma la cosa più importante è che roba come l’acquisto di aerei da GUERRA per un ammontare di 13 MILIARDI DI EURO fanno capo ad interessi ed accordi, ovviamente malsani, malevoli e contro ogni valore umano sensato, di portata mondiale.

Quindi, per farla breve, solo una specie di miracolo, ovvero che per una volontà politica l’opposizione, messa nelle favorevoli circostanze, possa votare contro e far fallire l’operazione come già successo per il criminale Ponte sullo Stretto. Vero è anche però, che pure sul finanziamento pubblico ai partiti questi uscirono dalla porta per rientrare dalla finestra pertanto non illudetevi e preparatevi a sentire un rombo di aereo militare del cazzo sulla testa.


giovedì 13 giugno 2013

La finestra sul porcile.


Così come nel film la “Finestra sul cortile” mi sono trovato anche io per caso ad assistere ad un avvenimento inquietante, fortunatamente senza avere le gambe rotte come James Stewart nel film di Hitchcock.

Ho semplicemente sintonizzato la tv su “Pomeriggio 5” condotto dalla riprovevole Barbara d’Urso.

Ad un certo punto la figlia di uno dei due carabinieri colpiti da Preiti (quello che sparò loro durante il giuramento dell’attuale governo) e poi il carabiniere stesso in collegamento, hanno parlato con la gongolante padrona di casa di volta in volta compresa (momento drammatico), lieta (momento felice) e comunque sempre falsa come gli zigomi di Stefania Orlando e una laurea di Oscar Giannino.  

La questione è: cosa spinge la gente a partecipare a questa trasmissione che, senza “se” e senza “ma”, è un prodotto così schifoso da poter diventare paradigma per le future generazioni acciocché imparino, onde evitarla, cos’è la vera cancrena della cultura?

Forse lo fanno solo perché è la “televisione” purchessia, ma io non ce la faccio a pensare che le persone non si rendano conto di che zozzeria è quella roba e di come più che un diniego meriterebbe un bulldozer a spianare il tutto.

Ciliegina sulla torta, è c’era anche il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero. Perché c’è andato? Perché anche gli spettatori di Pomeriggio 5 sono cittadini? Perché anche loro votano? Perché bisogna parlare a “tutti”?

So che sulla mia intolleranza ci devo lavorare (e per quando avrò raggiunto l’illuminazione Zen, forse non solo la tv ma anche il mondo così come lo conosciamo non ci sarà più) però per adesso io mi incazzo, mi sorprendo e mi indigno per il fatto che ci sia gente che non si pone il problema, ma anzi ritiene Barbara D’Urso ed il suo programma un luogo degno di esistere.   

martedì 11 giugno 2013

Cucchi e Berlusconi.


Nessuno più di me vorrebbe vedere Silvio Berlusconi in una galera. Di Alpha Centauri possibilmente. E per giunta una galera romana, a remare, da solo e sulla sabbia.

Per questo motivo è con trepidazione che attendo ogni volta il responso dei giudici gongolando per l’eventuale esito negativo nei confronti del piazzista brianzolo.

Ovviamente, di conseguenza approvo l’operato della giustizia “giusta”, che ha fatto il suo dovere nel condannare il reo non solo per le infrazioni alle leggi che ha commesso direttamente ma anche per i danni indelebili e continuativi causati al buon gusto, alla bellezza, ai valori umani, alle barzellette, alla cultura e via dicendo.

Ciò premesso, mi costa tantissimo accettare l’operato della stessa giustizia quando emette una sentenza che il cuore dice non essere forse quella dovuta e certamente quella non desiderata come nel caso Cucchi.

Al netto degli errori o del dolo che i magistrati in quanto esseri umani possono commettere, in linea di principio ci sono regole che se valgono in un caso devono valere anche per tutti gli altri.

Purtroppo è difficilissimo ma se è vero (come è vero) che siamo migliori di gentaglia come Fabrizio Cicchitto o Angelino Alfano, per dimostrarlo dobbiamo mandare giù amaro e cercare di equiparare le sentenze del puttaniere di Arcore e quella di Stefano Cucchi comportandoci di conseguenza senza dire che in un caso i giudici hanno fatto il loro dovere mentre nell’altro sono automaticamente “di parte” o antidemocratici.

sabato 8 giugno 2013

Macchittesefila.


Obama e la CIA spiano le telefonate e le carte di credito dei cittadini americani. Figuriamoci se non ficcano il naso anche nelle nostre.

Il gruppo Bilderberg (che com’è noto sono tutti Rettiliani, a questo punto di decima generazione, quindi hanno perso un po’ l’accento ma il loro proposito di controllarci è ancora quello dei padri, quando sono venuti sulla Terra con il phaser di cartone) non fa altro che studiare modi per tenerci sotto botta.

Dio spesso si accanisce con noi… O magari è il Fato, il Destino beffardo che ce ne fa una dietro l’altra, a noi. Proprio a noi.

In breve, ci crediamo questo cazzo. Pensiamo che tutto ruoti intorno a noi, che il mondo, ma non solo, l’extraterrestre e l’ultraterreno si occupino di noi… per ottenere cosa? Il controllo di quelle caccole nell’Universo che siamo?

Ottimo. Ma io sono furbo, a me non mi fregano… “loro” non lo sanno che io ho capito tutto, o meglio ora lo sanno perché l’ho scritto su Facebook con sotto, si badi bene, in un maiuscolo che inquieterebbe Gengis Khan, la scritta: “Fate girare!”. Con tanto di punto esclamativo che quando Obama lo vede (perché figurati se non mi guarda il profilo) gli prende un’agitazione tale che dal nervoso molla uno schiaffo alla figlia piccola, così, senza motivo, e la moglie s’incazza e lo dice ai giornali e la CIA intanto chiama ma trova occupato perché Michelle sta al telefono “coi giornali”, così la CIA non lo può avvisare di un mio SMS dove scrivo: le scie chimiche! E così il sistema è fottuto.

Ora restano da mettere a posto Dio, che si sta occupando di me in una maniera che non mi piace… a partire dal parcheggio che non trovo e dal cellulare che mi è caduto… Certo che è un periodo... capitano TUTTE a ME… e i siriani che la fanno tanto lunga per una guerra del cazzo, come se non ce ne fossero mai state di guerre, anche peggiori, e poi loro ci sono abituati, anzi da quelle parti ci crescono con quella mentalità… e poi stanno laggiù… Insomma Dio, o chi per lui, ad un certo punto, sì, è onnipotente, ma insomma, bestemmie o preghiere è al nostro servizio no?

Ok. Ora basta, CIA, Obama, fate come il governo italiano che se ne sbatte di quello che dicono i cittadini. Lasciatemi in pace. Ce ne sono altri 7 miliardi, prendetevela con uno di loro… Comunque, non fate che adesso sparite, eh… Almeno un like su FB….

domenica 2 giugno 2013

Sfilata del 2 Giugno. No grazie.


Tanto per sparare a zero (è il caso di dirlo) sull'immorale parata del 2 Giugno, al fine di non abbassare mai la guardia sugli inganni che vengono costantemente perpetrati nei confronti delle anime semplici, faccio notare che Giorgio Napolitano ha sottolineato come quest'anno non ci siano le Frecce Tricolori e la sfilata si svolga in regime di sobrietà data la crisi in corso.
Quanto sopra, quindi, significa che se non ci fosse crisi (o quando questa sarà passata) sarebbe legittimo sprecare soldi per una manifestazione impropria, militaresca, retorica del cazzo, dal retrogusto fascista (anche per la location…) e vecchia di un milione di anni.

Pensare di essere “sobri” perché c’è la crisi significa che quando invece son tempi di vacche grasse, allora è lecito parcheggiare tenendo il motore acceso ed usare l'acqua minerale per lavare le strade tanto i soldi per pagare ce li abbiamo.

Se poi, con questa maledetta sfilata, si intende celebrare lo spirito della Nazione è praticamente lo stesso effetto che si otterrebbe promuovendo la “giornata delle ghette” per rendere omaggio all’eleganza.  

Un milione e mezzo di euro, cioè, quasi 3 miliardi di lire per una sfilata, che tradotti in sfilatini farebbe un sacco di roba da mangiare per chi non ce l’ha. Vergognatevi.

Tanto per mettere a tacere chi pensa che quella roba lì sia “patria”, dico solo che per coltivare questo sentimento c’è il calcio e tanto basta!

P.S. in allegato la pagina di Wikipedia relativa alla festa delle Forze Armate, che già ne hanno una.

P.P.S.
Se fosse davvero la “Festa delle Repubblica”, che è fondata sul lavoro, sfilerebbero i lavoratori. E a questo proposito allego un pezzo del mitico Alessandro Robecchi che meglio di così non si sarebbe potuto dire.



venerdì 31 maggio 2013

Society for dummies (la Società spiegata ai semplici)


Voi che dite: “Quello è libero di drogarsi e di ammazzarsi, ognuno della propria vita fa quello che vuole”, sappiate che ci sono alcune cose di cui dovete essere informati.

La droga costa. Tanto. Il drogato per procurarsi i soldi arriva a fare cose efferate come scippare, quindi potrebbe anche strappare la borsa a vostra madre la quale, cadendo, si potrebbe rompere qualcosa o peggio, sbattere la testa e morire. Ed ecco che la vostra vita è connessa col drogato tramite un solo punto di collegamento.

Altra cosa. Avete abbastanza soldi per comprare tutto tutto, compresa la salute? Se sì, ok, altrimenti siete “normali” quindi se dovete operarvi lo fate in ospedale. L’ospedale pubblico l’ha costruito qualcuno e viene mantenuto funzionante grazie ai soldi delle tasse. Perciò, io che pago le tasse, ho contribuito a far sì che voi possiate operarvi gratis.

Il drogato che non ha né arte né parte, o peggio, muore, non contribuisce a costruire nuovi ospedali né a mantenere quelli esistenti, pertanto se tutti facessimo così vostra madre o voi, non avreste strutture nelle quali operarvi gratuitamente.

Siamo tutti interconnessi, per cui il bambino che va alla scuola pubblica pagata con i soldi che io non uso nell’immediato per fare i fatti miei, poiché li do allo Stato per creare strutture educative, un giorno, il bambino di cui sopra, da grande pagherà delle tasse che serviranno a pagare anche la mia pensione oppure i famosi ospedali dove io potrò andare ad operarmi se ne ho bisogno.

Se il bambino, da adolescente o da grande si droga, ecco che non restituisce al “gruppo”, cioè alla comunità, cioè a ME, quanto indirettamente gli ho dato per crescere, certo, per istruirsi, ovvio, ma anche per contribuire in quanto "aggregato" a vivere meglio.
L’unione da sempre ha fatto la forza e chi si sente scollegato dal tutto adesso forse ha un’informazione in più per sapere che sbaglia di grosso.

P.s. se vostra nonna ha una badante ucraina ed un PC made in Korea sappiate che quanto detto sopra si estende a tutto il mondo.